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POESIE

 


    Ora che la fiamma è spenta
    Donna Assunta si tormenta:
    “Non mi parli di Gianfranco,
    di Almirante è stato al fianco
   
    dentro l’Emme esse i
    e per questo adesso è lì,
    anche se non vale nulla.
    E Gasparri? Si trastulla
   
    con il Pantheon del partito
    nel qual scorda mio marito…
    Vada a casa, è un poveraccio.
    E La Russa? Provo impaccio
   
    se ripenso al suo papà,
    un missin di qualità.
    Alemanno? Sì, è bravino…
    Lei mi chiede di Bocchino,
   
    scusi ma Bocchino chi?”
    Stop, An chiude qui
    e gli eroici berluscones
    saran semplici peones
   
    nel partito del caimano.
    Fini sol guarda lontano,
    pensa a quando il principale
    salirà al Colle fatale,
   
    liberando la poltrona
    e, sornion, s’aggira in zona
    con il look tutto rifatto:
    “Del partito me ne sbatto    
   
    e perciò chiudo bottega,
    a me importa la cadrega…”
    Rider fanno i colonnelli
    che gorgheggian da fringuelli
   
    che per darsi del coraggio
    cantan come fosse maggio
    al Congresso di chiusura.
    Con La Russa che assicura:
   
    “Poiché non abbiam complessi
    non saremo sottomessi
    ed An confluirà,
    con la propria identità,
   
    nell'équipe del predellino.”
    e il simpatico Bocchino:
    “Quella che affrontiamo adesso
    è la tappa di un processo
   
    che può dirsi darwiniano:
    dalle scimmie ad un caimano!”
    Alemanno ai camerati:
    “Non siam più gli emarginati
   
    che siam stati negli albori,
    oggi siamo i vincitori,
    agli onori del governo
    giunti dopo un lungo inverno!”
   
    Degli aennini all’assemblea
    dice Ronchi, il bell’Andrea:
    “Democratica, plurale,
    un team costituzionale,
   
    giammai una monarchia,
    sarà la neo compagnia,
    dubbio alcun non c’è da avere…”
    Proprio mentre il Cavaliere
   
    manifesta le sue idee
    sulle prossime europee:
    ci sarà solo il suo viso,
    con il solito sorriso,
   
    sugli enormi cartelloni
    ed il nome Berlusconi
    sarà ovunque capolista.
    Pluralismo da forzista.
   
    E Gasparri, Carrierino?
    Già da tempo non è aennino,
    ma Berlusca-dipendente,
    fin da quando, diligente,
   
    lavorò per Berlusconi
    e le sue televisioni,
    grandi meriti acquistando.
    Or nel Pidielle entrando
   
    qualche cosa cambierà:
    a bizzeffe troverà
    leccaculi del premier,
    l’esclusiva di lacché
   
    avrà persa Carrierino.
    Per La Russa, poverino,
    sarà veramente un dramma.
    Disse un dì: “Spegner la fiamma?
   
    Soffrirei, lei mi perdoni,
    come al taglio dei coglioni!”
    Or che i tempi son venuti
    Soffrirà, senza attributi
.
           
    Carlo Cornaglia
    24 marzo 2009

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Pubblicato il 25/3/2009 alle 15.24 nella rubrica poesie.

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