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Ho finito sei cuscini a punto croce,
leggo Jane Austen e Kant,
Sono arrivata al maiale con i fagioli neri al corso avanzato
di Cucina cinese.
Non devo lottare per trovare me stessa
Perché so già quel che voglio.
Voglio essere sana e intelligente e bella.
Imparo nuove vetrificazioni alla scuola di ceramica,
E suono nuovi accordi sulla chitarra,
A Yoga comincio a impratichirmi con la posizione del loto.
Non devo riflettere sulle priorità
Perché so già quali sono:
Essere bella, sana e intelligente,
E in aggiunta adorata.
Miglioro il servizio con un maestro di tennis,
Faccio pratica nelle declinazioni greche,
e con la terapia dell’urlo primario tutte le mie frustrazioni
si sono dileguate.
Non ho bisogno di chiedere che cosa sto cercando
Visto che so già che cosa cerco
Essere bella, sana e intelligente,
E adorata
E soddisfatta.
Sono rifiorita al corso di giardinaggio naturale,
E a danza le mie cosce si sono rassodate,
E al corso per lo sviluppo della consapevolezza
nessuno mi batte.
Lavoro giorno e notte
per essere bella, sana, intelligente.
E adorata.
E soddisfatta.
E coraggiosa.
E colta.
E una splendida padrona di casa,
Fantastica a letto,
E bilingue,
Atletica,
Artistica…
Qualcuno mi può far smettere per favore

da "Distacchi" di Judith Viorst

 







Che ci faccio con una crisi di metà vita ?
Stamattina avevo diciassette anni.
Cominciavo appena a divertirmi ed è già
Buonanotte a tutti
Di già.
Mentre mi chiedevo chi sarei stata
Quando un giorno sarei stata grande.
L’acne se ne andò e subentrarono
Le ginocchia deboli
Di già.
Perché mi sembra di ricordare Pearl Harbor?
Dovevo essere troppo piccola.
Quando hanno cominciato a perdere i capelli
I ragazzi coi quali mi vedevo?
Perché non posso passeggiare
a piedi nudi nel parco
Senza far prendere freddo ai reni?
C’è ancora della poesia in me e tutto questo
Non mi sembra giusto.
Mentre pensavo di essere solo una ragazza
Il mio futuro si trasformava in passato.
Il tempo dei baci appassionati
corre via in fretta
E’ l’ora dei primi cedimenti.
Di già?.

Judith Viorst


















Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a me.

Wislawa Szymborska

 

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13 aprile 2007

LA LETTERA DEL MULLAH OMAR letta ad ANNOZERO

Mi chiamo Omar, il Mullah Omar.
Ho 44 anni, 4 mogli e vari figli. Sono di Kandahar, quindi, non sono un arabo, sono afgano. A vent’anni combattevo l’armata rossa. Ci ho rimesso letteralmente un occhio della testa. Ora combatto gli Stati Uniti, gli inglesi e i loro alleati.

Quando combattevo i sovietici,e a voi occidentali piacevo molto, le armi ce le passavate voi.

Conosco Bin Laden dai tempi dell’Unione Sovietica, quando anche lui vi piaceva parecchio, ma non abbiamo niente in comune, lui è un arabo, un califfo saudita, pieno di petrodollari. Ci aiutò contro l’armata rossa e dopo ci diede un sacco di soldi per costruire strade, ponti scuole e ospedali. Per questo era molto amato dagli afgani e quando entrai a Kabul, nel 1966, lo lasciai lì; ma, nel ’98 la sua presenza in Afghanistan cominciò a crearci del problemi, perché, fu accusato dagli americani di aver ordito con Al Qaeda gli attentati alle Ambasciate Americane in Kenya e in Tanzania; infatti Clinton cominciò a bombardare  nel mucchio nelle zone di Kost. Morirono centinaia di civili, mentre Bin Laden lì non c’era.
Tra il mio governo e Clinton ci fu una trattativa piuttosto lunga,come risulta dai documenti di Stato, li hanno pubblicati diversi giornali.

Anche gli  americani trattavano con i talebani , avevano il mio numero, tant’è che io mandai il mio braccio destro, Wakil Ahmad, a Washington a incontrare Clinton il 28 novembre e il 18 dicembre del ’98. Clinton voleva che ammazzassimo Bin Laden o almeno che lo espellessimo dal paese.

Espellerlo non potevamo, era troppo popolare. Ci offrimmo di fornire loro le coordinate dove lui si trovava, in modo che gli americani potessero colpirlo a colpo sicuro, purché la smettessero di bombardarci, ma Clinton, inspiegabilmente rifiutò.

Poi i nostri rapporti peggiorarono ancora, ma non di certo perché mettiamo il burka alle donne o perché distruggiamo i Buddah o perché polverizziamo le televisioni; no, fu perché rifiutai di affidare la costruzione del mega gasdotto, dal Turkmenistan al Pakistan, alla multinazionale americana UNOCAL. Gli americani se la sono legata al dito, anche perché nella UNOCAL erano impicciati Dik Cheney, Condooleza Rice, e l’attuale presidente afgano Karzai, che era un consulente.

Ora fingete di scandalizzarvi tanto per l’oppio. Lo sapete chi è stato a proporre di sospendere ed annullare la coltivazione dell’oppio in Afghanistan? Sono stato io, ho proposto di bloccare la coltivazione del papavero in cambio del nostro riconoscimento internazionale e ci hanno risposto picche. Allora nel 2000 che cosa ho fatto? Ho bloccato unilateralmente  le coltivazioni dell’oppio, tra le proteste di centinaia di contadini Afgani che vivono di quello; però il Corano vieta di produrre e di consumare droghe e per me il Corano è una cosa seria. Risultato? Il prezzo dell’oppio è salito alle stelle. Un danno terribile per le grandi mafie del narcotraffico internazionale e, sarà un caso, ma meno di un anno dopo ci avete attaccati.

 Ora in Afghanistan, “liberato” e “democratico”, si produce più oppio di prima. L’87% dell’oppio di tutto il mondo, viene dal nostro paese.

 Dopo l’11 settembre, gli americani ci hanno chiesto di nuovo di consegnare Bin Laden. Noi abbiamo chiesto le prove che fosse coinvolto nell’11 settembre, non ce le hanno date e noi non gli abbiamo dato Bin Laden. Allora ci hanno attaccati, anche se non c’era un solo afgano nel commandos delle Torri gemelle, non c’era un solo afgano in nessuna delle cellule di Al Qaeda che sono state sgominate negli anni successivi. Ci sono sauditi, egiziani, giordani, tunisini, marocchini, yemeniti. Afgani mai e iracheni nemmeno, eppure avete invaso proprio l’Iraq e l’Afghanistan.

Avete mai pensato di bombardare la Sicilia per 5 anni per stanare Bernardo Provenzano? Eppure Provenzano era latitante da 43 anni, Bin Laden solo da un paio.

Noi non siamo un popolo di terroristi. Le prime autobombe in Afghanistan sono esplose l’anno scorso, nel 2006, dopo 5 anni di occupazione. Un po’ perché ci avete sconvolto tutto, anche le tradizioni, un po’ perché i terroristi molti vengono da fuori, un po’ perché con i russi almeno riuscivamo a farla la guerra, perché le loro truppe erano sul territorio. Con gli americani è impossibile, sfrecciano a 10 mila metri di altezza sui B 52 e ci bombardano senza che possiamo nemmeno vederli. Un giorno, un anno fa, un PREDATOR ha bombardato un piccolo villaggio pakistano Domadola’, al confine con l’Afghanistan, pensando che io e al Zarquawi fossimo lì.

 Ha ucciso 18 civili, di cui 8 donne e 5 bambini. Il predator era telecomandato da una base del Nevada. Il pilota era seduto nella base del Nevada che agiva via satellite.

Guerra asimmetrica: voi mettete le bombe e noi i morti.

Dite che teniamo le nostre donne troppo coperte, può darsi, ma voi esagerate nell’altro senso. Possibile che da voi una donna, per andare in televisione, debba mettersi in costume da bagno, magari con il crocefisso che penzola in mezzo alle tette.

Non ce l’avete un posto più decente per mettere il figlio di Dio?.

E’ vero, non riconosco la separazione fra la religione e la politica, ma su questo vedo che stiamo diventando abbastanza simili, anche da voi, in Italia, in capi religiosi contano molto in Parlamento.

Ora vi devo salutare, ma consentitemi di ringraziarvi per il servigio che involontariamente avete reso a me e ai taliban tutti. Nel 2001, quando ci avete cacciati da Kabul, stavamo sulle palle a quasi tutti gli afgani. Adesso che gli afgani vi hanno conosciuti e hanno visto all’opera il “cosidetto” presidente democratico Karzai, quello del petrolio, siamo diventati popolarissimi, tant’è che io continuo a girare in bicicletta in sidecar e non mi succede niente. Sulla mia testa c’è una taglia di 50 milioni di dollari e a nessuno è mai venuto in mente di tradirmi per intascarla.

Vi lascio con un pensiero di un vostro Santo che dovreste conoscere bene: S. Agostino d’Ippona.

E’ tratto dal “de CIVITATE DEI”:

Una volta fu portato al cospetto di Alessandro magno, un famoso pirata fatto prigioniero. Alessandro gli chiese: “ Perché pirata infesti i mari con tanta audacia e libertà?” Il pirata rispose: “Per lo stesso motivo per cui tu infesti la terra, ma poiché io lo faccio con un piccolo naviglio  sono chiamato pirata. Poiché tu lo fai con una grande flotta, sei chiamato imperatore.

 

Marco Travaglio (ANNOZERO 12 aprile 2007)




permalink | inviato da il 13/4/2007 alle 23:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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